I vini Fiegl. L’evoluzione naturale del vino e i miracoli che…

2 Aprile 2012

(Per l’Adozione del vino futuro di Fiegl 2012, vai qua

In un pomeriggio di questa precoce e secca primavera abbiamo avuto la gran fortuna di visitare la cantina della famiglia/Azienda agricola Fiegl.
Mai come in questo caso c’è l’imbarazzo nel definire la cantina, come di famiglia o dell’azienda agricola.
L’azienda agricola è di una dimensione importante (120000 bottiglie circa) e, come vedremo, ci regala dei vini di qualità incredibile, ma, nonostante tutto, rimane una cosa di famiglia. Infatti il lavoro rimane a carattere prettamente familiare. I padri e i figli, cugini e nipoti, dal lontano 1782 si alternano sulle colline di Oslavia, in una cornice verde e rilassata.

In questa visita siamo stati guidati dal giovane Matej Fiegl, che, entusiasta del suo lavoro, si occupa della vigna e con attenzione e cura cerca di portare l’azienda nel mondo “2.0”.
Partiamo dalle vigne attorno alla sede dell’azienda, il suo regno. Con entusiasmo ci parla della viticoltura, della sua terra, dei confini che tanto hanno segnato. Il giovane dimostra grande competenza e coscienza, come quando tocchiamo i temi dell’agricoltura biologica, (“l’approccio biologico deve essere uno stile di vita, non una certificazione in agricoltura”). Con orgoglio ci mostra le sue vigne inerbite e curate al massimo (“il buon vino parte dall’uva buona”).

Matej ci parla del complesso mercato del vino e del loro orientamento verso il consumatore finale. E con successo visto che i Fiegl sono ormai presenti in Germania, Usa, Australia, Svizzera e da ultimo hanno toccato anche la lontana ed emergente Cina.
Proseguiamo poi nella cantina. Quello che abbiamo potuto osservare nella vigna lo ritroviamo qua.
Una cantina organizzata, moderna e con forti richiami alla terra da cui viene il vino. La pulizia è potente e precisa, quasi la si potesse toccare con mano.
Da questa cantina vengono fuori numerose qualità di vino. Con calma ne abbiamo assagiate alcune.
L’accoglienza che ci aspetta in fase di assaggi è di un calore unico. Nella piccola ed elegante sala degustazione, davanti a salame e formaggio, cominciamo l’esperienza diretta con i risultati della tradizione famigliare e dell’entusiasmo giovanile. E alla fine quello che conta è proprio il vino.

Il nostro viaggio enologico è partito con una novità delle cantine Fiegl. Lo spumante Rosè è la più giovane fra le creazioni di famiglia. Si tratta di uno spumante metodo classico di Pinot Grigio in purezza. Lo spumante passa 18 mesi sui lieviti e un anno in bottiglia prima di uscire. Il risultato finale è quello di un vino setoso, elegante e leggermente dolce. L’impressione è che si tratti di un progetto in divenire.
Abbiamo continuato con la Ribolla Gialla 2011. Un vino che non potevamo mancare, Oslavia infatti è il territorio dove questo vitigno dà il suo meglio. Nel nostro caso si tratta di un vino giovane, acceso e con dei profumi persistenti. Il suo mosto è stato mantenuto a 0° per una settimana proprio per catturare e “fermare” i suoi profumi varietali.
Ancora bianchi giovani. Sauvignon 2011. Un bicchiere classico. Tutti i sentori del sauvignon li troverete in questo vino, quindi i fiori bianchi e la foglia di pomodoro su tutti. Vino secco e persistente.

Dopo questo aperitivo siamo passati ad una linea di vini, che linea non è. Nel senso che abbiamo assaggiato una serie di vini irripetibili.
Matej ci ha spiegato che i vini che saremmo andati ad assaggiare, per annata, per vinificazione, ma soprattutto per il corso della natura sono vini unici, perfetti e bellissimi. Più volte nel corso della nostra chiacchierata è venuta fuori la definizione “one shot”, vini da un colpo, da un’annata. Niente più di questo, niente in meno. La bellezza della natura.
Il primo è stato il Pinot grigio 2004. Linea Leopold, la linea dei vini più strutturati. Si parla di lunghi affinamenti in legno (grande e piccolo) e poi in bottiglia. Il vino che ne risulta è ottimo e si differenzia dagli altri Pinot grigi dell’azienda, pur vinificati nella stessa maniera. In particolare il Pinot grigio 2004 esalta le sue eleganti note fumè, con un delicato e non invasivo sentore di legno.
Continuiamo con i vini “one shot”. Tocca al Chardonnay 2002. Un gran vino bianco. Vitigno internazionale, vinificato in modo perfetto ed elegante. Dieci grandi anni. Anche in questo caso ci sono degli eleganti sentori di legno. Si tratta di un vino caramellato, dolce al naso e pieno in bocca. Secondo Matej, in questo vino vien fuori nettamente il Territorio.

E ancora. Merlot 1998. Vino rosso di 14 anni. Una bella età. “One shot” per eccellenza. Questo merlot ha subito una netta metamorfosi nel corso degli anni. A detta di Matej era un vino imbevibile fino a 5 anni fa, a ben 9 anni dalla vendemmia. In cantina rimangono ancora le tracce delle bottiglie di questo vino nato male e cresciuto alla grande.
Si presenta da subito molto ricco al naso. Sentori verdi si mescolano alla viola e alla liquirizia. In bocca mantiene tutte le promesse, sempre liquirizia, frutta rossa e infine tabacco. Un grande vino sorprendente. Un grazie al tempo e alla natura.

Finiamo alla grande con un passito, uvaggio di Traminer aromatico in prevalenza e Sauvignon. Meja 01(confine) è il suo nome, dal nome della prima vigna acquistata da Valentino Fiegl nel lontano 1782.
Le due varietà di uva vengono raccolte (in zone diverse, Capriva e Oslavia) e poi l’uva viene fatta appassire sui graticci, esposti alla brezza che soffia dal Sabotino per circa un mese, fino a perdere il 60% di acqua concentrando così gli zuccheri e gli aromi presenti all’interno dell’acino.
Noi abbiamo assaggiato il Meja 01 del 2007. Un colore e un’intensità incredibili. Elegante e persistente al naso e in bocca. Rimanda a profumi floreali, al miele e riesce ad essere caldo ed avvolgente, donando una piacevole nota tattile.
Insomma, un’esperienza da ripetere al più presto, soprattutto per continuare a scoprire i tesori nascosti della cantina

Un grazie a Matej, per averci fatto sentire come a casa e in genere a tutta la famiglia Fiegl.
E alla morosa di Matej per la torta…

Per maggiori informazioni http://www.fieglvini.net/

Foto di Robi Jakomin, per lo più.
(Per l’Adozione del vino futuro di Fiegl 2012, vai qua

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