I vini naturali di Skerlj. Un vino del Carso deve raccontare di pietra, mare e vento

13 Aprile 2012

Per l’Adozione del vino futuro di Skerlj organizzata da cibo.si nel 2012-gennaio 2013, vai qua.
La tradizione e la storia famigliare. Quella è comune a molte famiglie del Carso, sono i risultati a essere diversi.
Dalla classica agricoltura di sostentamento famigliare, alla produzione di vini naturali di grandissima qualità, la consequenzialità non è così immediata.
La famiglia Skerlj da Sales/Salež si è sempre occupata di agricoltura in senso lato. Orto, vigne, animali. Dal 1965 si apre l’osmica, siamo proprio nel cuore del paese.
Ma è negli anni 90 che avviene la svolta. Per prima cosa dalla tradizionale osmica si apre l’agriturismo, e contestualmente si prosegue con la cruciale cantina, da scavare e strappare alla roccia. Da queste decisioni e in questo periodo di cambiamenti importanti il timone passa nelle mani dell’ultima generazione Skerlj, infatti i giovani fratelli Matej e Kristina diventano i responsabili dell’azienda agricola di famiglia.
Abbiamo incontrato Matej. Abbiamo parlato soprattutto di vino, ma abbiamo toccato anche molti altri argomenti della sua sorprendente attività.

LE VIGNE

Facciamo alcuni passi fra le vigne.
Le viti di Matej sono tutte attorno all’abitato di Salež; noi ci dirigiamo verso la fine del paese, in direzione Samatorca, dove si trova una giovane vigna di tre anni di Malvasia, piantata ad alberello. La vigna è curatissima, e la preziosa terra ha un bel colore scuro e carico dopo le prime piogge, successive al lungo periodo secco.
Le vigne attualmente in produzione sono poche. Si parla di circa due ettari in tutto, infatti, per ora, la produzione si limita a circa 3000 bottiglie annue, in crescita, oltre al vino sfuso, servito nell’agriturismo.
I vini sono solo di varietà autoctone, dando grande importanza al territorio. Il Carso, infatti, esce alla grande da Malvasia, Vitovska e Terrano, tutti imbottigliati in purezza.
Ma le vigne e, in definitiva il vino del Carso, cosa devono esprimere? Matej con semplicità ed efficacia disarmante mi spiega che un buon vino del Carso deve raccontare di pietra, mare e vento. Questo è quanto. Poche chiare parole, che conquistano.
Parliamo di come vengono create le vigne. E Matej racconta del duro lavoro che c’è dietro ad una vigna carsica, a partire dalla preparazione del terreno (bisogna battere la roccia e poi ricoprirla con la terra necessaria).
E i trattamenti? La famiglia Skerlj fa ricorso a quantità minime e necessarie di zolfo e rame, come facevano una volta i nostri contadini, nessun altro prodotto è ammesso. Il rispetto della natura è evidenziato anche dall’utilizzo di solo legno. La vigna, i tralicci e tutto quello che serve a mettere in piedi “fisicamente” una vite deriva da legno e altri materiali naturali.

L’AGRITURISMO

Da metà anni ’90 la famiglia Skerlj conduce un agriturismo di qualità nel centro di Salež.
Nel punto di ristoro la qualità è un imperativo. Vino, carne e verdura.
Per quanto possibile la verdura proviene dall’orto della famiglia, mentre rimangono piacevolmente sorpreso quando scopro dei maiali.
Non avevo preso in considerazione la cosa, ma camminando fra le vigne, Matej mi indica il pezzo di bosco dove i suoi maiali vivono liberi tutto l’anno. Sono in pochi a farlo sul Carso, ma l’allevamento brado è una pratica virtuosa, per le carni e per i maiali stessi.
I suini vengono fatti stare su più appezzamenti, a rotazione, lasciando riposare anche i terreni stessi.
L’agriturismo, aperto per lo più in autunno ed inverno, lavora il sabato e la domenica e può vantare di questi bei prodotti. E non da ultimo offre alcune camere per un soggiorno rigenerante.

IL VINO

Visitiamo la cantina. Qui parliamo di vino, assaggiando i tre magnifici autoctoni.
Gli spazi della cantina sono ben distribuiti. La pulizia è di quelle rimarchevoli e importanti. Le pareti sono di roccia viva. A dominare l’ambiente, oltre alla pietra, è il legno, piccolo e grande. Tini e botti. Il poco acciaio è destinato al vino da mescere sfuso.
Inoltre mi rallegra che lo spazio a disposizione sia ancora molto, e che quindi la piccola e richiestissima produzione abbia la possibilità di crescere bene.
La famiglia Skerlj imbottiglia dal 2004. Matej ha cominciato con i bianchi. Sono vini speciali, perché naturali e buoni.
I bianchi. Malvasia e Vitovska. Sono dei vini bianchi macerati e non filtrati. Significa che l’uva viene pigiata e il mosto ottenuto rimane a contatto con le bucce per un tempo prolungato. Normalmente i vini bianchi rimangono sulle bucce per poche ore, mentre Matej si spinge oltre e fa fermentare il vino sulle bucce per 2 o 3 settimane variabili, e senza alcun controllo della temperatura (comunque mantenuta dalla cantina scavata). La stessa cosa oggi avviene per il rosso Terrano.
La fase successiva vede la pressatura e poi il riposo del vino in botti grandi o piccole, a seconda delle contingenze, per i bianchi, mentre il Terrano va sempre in botte piccola..
Complessivamente questi vini passano due anni in botte. Durante il primo anno il vino viene lasciato a contatto con i fondi per donare al vino grassezza, complessità e i preziosi antiossidanti naturali, importanti per noi e per il vino. Poi viene fatto un travaso, il vino passa ancora un anno nel legno e poi viene imbottigliato, senza alcuna filtrazione. Dall’imbottigliamento passano ancora 6 mesi prima del consumo.
I risultati? Meravigliosi.
Per Matej è importante come si fanno i vini, ma il risultato viene al 90% dalla qualità dell’uva, e quindi dal lavoro in vigna. In questo concorda con un altro Matej (Fiegl) incontrato recentemente.
Nell’ordine abbiamo assaggiato la Vitovska, la Malvasia e il Terrano, tutti 2009.
Abbiamo parlato dei vini, senza entrare troppo nella verbosità descrittiva. I vini sono grandi. Il risultato sta nel bicchiere.

Bellissimo è il colore carico dei bianchi, un giallo tendente all’arancio.
Matej rimarca il fatto che i vini, i naturali in particolare, siano diversi di anno in anno, come la natura vuole. Si sofferma sul Terrano, un vino particolare, dalle grandi potenzialità. “E’ nel Terrano che sta la pura espressione del Carso; mineralità, acidità e colore sono la sua forza”
Parliamo poi dei “vecchi”. Ci racconta che già un tempo si facevano i vini macerati, e che il modo in cui facevano il vino era molto simile al suo. Un tempo il vino allora era un alimento e anche oggi dovrebbe essere così considerato.
Ma allora il risultato?
“Oggi i risultati sono migliori perché il lavoro in vigna è diverso. Una volta bisognava fare quantità, oggi si lavora sulla qualità dell’uva, con alta densità di impianti e rese bassissime. L’uva è diversa.
E poi in cantina. Ora abbiamo delle cantine moderne. La tecnologia, la pulizia e le temperature sono decisamente diverse”.

Ancora una chicca, il lavaggio delle botti.
“Per lavare le botti uso l’acqua di cottura delle mele cotogne, un metodo naturale, che mi piace e dà ottimi risultati”.

Le bottiglie prodotte sono attorno alle 3000 unità. Il problema è che la richiesta è enorme e le bottiglie Skerlj vanno in moltissimi posti. All’orizzonte ci sono luoghi come Australia, Giappone e Inghilterra. Complimenti. Accaparrarsi una bottiglia è un risultato prezioso e importante.
Assaggiatelo.

L’agriturismo Skerlj si trova qua.
Per informazioni 040 229253
www.agriturismoskerlj.com
Per l’Adozione del vino futuro di Skerlj organizzata da cibo.si nel 2012-gennaio 2013, vai qua.

2 commenti su “I vini naturali di Skerlj. Un vino del Carso deve raccontare di pietra, mare e vento

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