Intervista a Franc Šivic: “Il miele del Carso è più saporito grazie a salvia, ciliegio selvatico, santoreggia…”

21 febbraio 2012
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Intervistiamo Franc Šivic, che è stato insegnante delle lezioni teoriche al corso di apicoltura in Carso e rappresentante della Slovenia ai congressi internazionali degli apicoltori.

– Quando e come vi siete appassionato alle api?
Ho incontrato le api quando avevo 6 anni. Vissi un anno in campagna da mia nonna. Come bambino, abituato a vivere in una città, sono stato colpito dall’ambiente completamente diverso. Tutto era nuovo ed eccitante per me: piante, animali, acqua, suoni, odori. Un giorno ho scoperto in un frutteto l’apiario con circa 20 alveari. Ho visto migliaia di api uscire dalle arnie e tornare a casa caricate con le palle di polline di vari colori. Dappertutto sentivo l’odore di miele, di polline, di cera. Quell’apiario era per me la cosa più bella del mondo e quel giorno ho deciso: anche io devo avere le api. Questo desiderio è stato realizzato 10 anni dopo, quando nel frutteto di mia nonna ho catturato tre sciami. Questo fu l’inizio della mia convivenza con le api che dura ormai da più di 50 anni.

– Qual è la soddisfazione più importante che vi ha dato l’apicoltura?
Quando iniziai con l’apicoltura, improvvisamente non ero più interessato alla compagnia dei miei coetanei, ai nostri giochi e tanto meno alle stupidaggini che avevamo fatto sino ad allora. Mi sono iscritto alla Associazione Apicoltori di Lubiana ed i miei nuovi amici sono diventate persone molto diverse: professori di fama, ingegneri, medici e artisti che hanno trovato nelle api un momento in cui si rilassavano, dopo le giornate di lavoro. Erano tutti molto più anziani di me, allora studente di liceo a Ljubljana, ma mi hanno accolto tra di loro come un membro di uguali diritti. In loro compagnia ho imparato tante cose che poi mi sono state utili nella vita mia. Dopo la fine degli studi forestali presso l’Università di Lubiana, un mio professore mi offrì la possibilità di una pratica professionale in Svizzera. A quell’epoca era molto difficile andare dalla Jugoslavia comunista in un paese occidentale.
Gli chiesi perché offriva solo a me questa possibilità unica ed egli rispose: «Mio padre era un insegnante di professione. Con una paga modesta non sarebbe stato in grado di rendere possibili gli studi universitari per me e per i miei fratelli. Però mio padre era anche un grande apicoltore e con il miele delle sue api ha pagato le spese dei nostri studi all’università. Io apprezzo immensamente mio padre, ma apprezzo anche che tu sia un apicoltore».
Così, ho vissuto un anno e mezzo in diversi cantoni della Svizzera dove, tra l’altro, ho imparato il tedesco e italiano e perfezionata la mia conoscenza della lingua francese. Più tardi, ho viaggiato molto in tutto il mondo e conosciuto gli apicoltori di diversi continenti. Negli ultimi 20 anni rappresento la Slovenia ai congressi mondiale della Federazione Internazionale dell’apicoltura – Apimondia. Così conosco tutti gli esperti di apicoltura più importanti del mondo.

– Qual è l’aiuto più importante che le api danno all’ambiente oggi nelle nostre zone?
La più importante attività dell’api non è raccogliere il miele che significa per noi un cibo buono e una medicina naturale. E’ sopratutto il mantenimento dell’equilibrio nella natura. L’80% di tutte le piante entomofile sono impollinate dalle api. Senza impollinazione queste piante non sarebbero in grado di produrre i semi. Se le api scomparissero improvvisamente, non ci sarebbe più frutta e molti altri prodotti agricoli – o ne avremmo molti meno. Ci sarebbe un terribile impoverimento della biodiversità, che potrebbe portare al collasso della catena alimentare e alla perdita dell’equilibrio naturale. In breve, a una catastrofe di proporzioni globali. La gente purtroppo non si rende conto di quanto sia importante il ruolo che svolgono gli apicoltori. Le api ora sono minacciate molte malattie e parassiti. Senza apicoltori non sarebbero più in grado di sopravvivere sul nostra pianeta. Come apicoltori però dobbiamo sapere tante cose e continuare per tutta la vita con a formarci sulle api. Ciò è particolarmente importante per gli apicoltori nella regione del Carso dove le condizioni per la sopravvivenza delle api sono sempre più rigorose… scarsità di acqua, siccità, vento, vegetazione povera… come negli altri parti della Slovenia e dell’Italia.

– Quali sono le particolarità delle api e del miele nel Carso e sul Litorale?
Le api si sono in passato adattate alle specifiche condizioni climatiche e alla vegetazione del luogo in cui si stabilirono. In Slovenia contiamo di avere 3 ecotipi dell’ape carnica: alpina, pannonica e dinarica. Alcuni esperti sloveni ipotizzavano che esistesse anche un ecotipo carsico però oggi purtroppo non sappiamo quanto sia ancora presente in Carso. Il miele del Carso si differenzia degli altri tipi di miele in Slovenia o in Friuli in quanto è più saporito e questo naturalmente è dovuto alle piante che non si trovano altrove in numero significativo come in Carso. Si tratta di salvia, ciliegio selvatico, di sommacco, santoreggia ed altre piante aromatiche. Gli apicoltori uniti nell’associazione di Sežana sono riusciti a proteggere il loro miele sotto il marchio “Kraški Med” (Miele del Carso).

– Che sentimenti ispirano le api agli uomini? Perchè la loro cura ha affascinato e coinvolto così tante persone nella storia dell’uomo?
La gente è stata da sempre affascinata dalle api. Gli antichi Greci credevano che il miele fosse il cibo degli dei. Soprattutto, erano affascinati dalla vita delle api molti filosofi, scrittori ed artisti che vedevano nell’alveare una comunità famigliare dove vale la regola “tutti per uno e uno per tutti”. Dunque, si tratta di una comunità ideale, che potrebbe servire come modello anche per la comunità umana. Alcuni filosofi cristiani nelle api vedevano la presenza più visibile di Dio nella natura. Dalle api possiamo imparare obbedienza, ordine, diligenza e amore per la propria famiglia e per la patria. Le api sono in ogni momento pronte a dare la vita per difendere la loro casa contro i nemici. Così accade sempre che nuove generazioni di giovani si appassionino, soprattutto quelli che sono in grado di osservare ciò che sta accadendo in natura. E questa è la migliore garanzia che la ricca tradizione dell’apicoltura in queste aree continui.

Franc Šivic ha insegnato al corso pratico di apicoltura ecologica che parte il 3 marzo a Pliskovica in Carso.

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2 commenti su “Intervista a Franc Šivic: “Il miele del Carso è più saporito grazie a salvia, ciliegio selvatico, santoreggia…”

  1. Uberto Fortuna Drossi

    Consiglio di leggere il libro di Paolo Bonacchi ” Dalla società delle api alle città-stato del futuro” costui è il fondatore dell’associazione apicultori professionisti italiani.
    Lui ha affrontato l’esperienza della “barba di api”. tenete presente che un altro apicultore è morto. Faccio notare che sotto la barba di api è legata al collo una gabbietta con dentro l’ape regina.

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